Bitcoin di nuovo sopra i 70.000$: il punto della situazione

Il Bitcoin (BTC) è tornato a superare la soglia dei 70.000$. Con una quotazione che si aggira intorno ai 70.770$, la criptovaluta mette nuovamente nel mirino una barriera psicologica fondamentale. Tuttavia, la performance settimanale suggerisce che il mercato non si sente ancora del tutto “al sicuro”. Per questo motivo, molti investitori non si limitano a […]

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Bitcoin di nuovo sopra i 70.000$: il punto della situazione

Il Bitcoin (BTC) è tornato a superare la soglia dei 70.000$. Con una quotazione che si aggira intorno ai 70.770$, la criptovaluta mette nuovamente nel mirino una barriera psicologica fondamentale. Tuttavia, la performance settimanale suggerisce che il mercato non si sente ancora del tutto “al sicuro”. Per questo motivo, molti investitori non si limitano a osservare le candle, ma monitorano con attenzione chi stia continuando ad accumulare e detenere BTC.

Sotto la superficie sta infatti accadendo qualcosa di significativo: una quantità crescente di Bitcoin sta confluendo nei bilanci aziendali, nei fondi e in altri grandi portafogli istituzionali. Se da un lato questi attori possono ridurre la pressione di vendita, dall’altro possono innescare ulteriore volatilità in caso di ribilanciamento dei portafogli.

Cosa dicono oggi i principali numeri di Bitcoin?

Il superamento dei 70.000$ coincide con una capitalizzazione di mercato di circa 1,41 trilioni di dollari. Per ogni dollaro si ottengono circa 1.413 sat, un dato che rende tangibile il potere d’acquisto anche per i piccoli acquirenti. Sebbene sembrino statistiche semplici, sono proprio questi numeri a orientare il sentiment sui social media e nei gruppi di trading.

Guardando al quadro generale, il Bitcoin si trova ancora abbondantemente sotto il suo all-time high (ATH). Il picco massimo è stato raggiunto il 6 ottobre 2025 a circa 126.160$; rispetto a quel valore, il prezzo attuale è inferiore del 43,9% circa. Questa condizione rende il livello odierno simultaneamente solido e vulnerabile: solido perché il mercato continua a lottare sopra i 70.000$, vulnerabile perché molti investitori entrati ai massimi sono tuttora “under water” (in perdita).

Quanto Bitcoin sono rimasti e cosa comporta?

L’offerta attuale di Bitcoin è di circa 19.986.660 BTC, pari al 95,17% dell’emissione massima prevista. Restano da emettere solo circa 1.013.109 BTC. Il tema della scarsità è noto, ma diventa realmente rilevante quando si analizza dove finisca l’offerta esistente.

È emblematico che le aziende detengano già complessivamente 2.285.604 BTC nelle proprie tesorerie aziendali. Si tratta dell’11,44% della supply totale, con un valore stimato di 161,8 miliardi di dollari ai tassi attuali. Se il Bitcoin finisce sempre più nelle mani di soggetti che non intendono vendere nel breve periodo, la liquidità sugli exchange potrebbe ridursi. Una minore disponibilità di monete può rendere i movimenti di prezzo più violenti, sia al rialzo che al ribasso.

Chi detiene Bitcoin oggi? 10 detentori di rilievo

La lista seguente illustra quanto sia ormai eterogeneo il gruppo degli “hodler”, che include aziende, fondi e persino un governo. I dati provengono dai rendiconti pubblici delle tesorerie e dai database dei fondi che monitorano le riserve di Bitcoin.

  1. MicroStrategy (MSTR): rimane il più noto accumulatore di Bitcoin tra le società quotate. Detiene 714.644 BTC, dettando il ritmo della strategia “Bitcoin come asset di riserva”.

  2. iShares Bitcoin Trust: questo fondo è un peso massimo tra i tracker e detiene circa 773.671 BTC. Tali strumenti attirano capitali da investitori che desiderano esporsi al Bitcoin senza dover gestire direttamente le monete.

  3. Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund: anche Fidelity ha costruito una posizione enorme con circa 201.815 BTC, confermando l’ingresso strutturale dei gestori patrimoniali tradizionali.

  4. MARA Holdings, Inc. (MARA): questa società di mining detiene 53.250 BTC. Il comportamento dei miner è di particolare interesse, poiché le loro vendite possono influenzare direttamente l’offerta sul mercato.

  5. Metaplanet Inc. (MPJPY): con 35.102 BTC, Metaplanet si distingue come player giapponese con un approccio aggressivo alla tesoreria in Bitcoin, dimostrando che il trend non è solo statunitense.

  6. Bullish (BLSH): detiene 24.300 BTC. Una piattaforma di trading con grandi riserve può sostenere la liquidità, ma resta un attore capace di movimentare velocemente lo stock.

  7. Coinbase Global, Inc. (COIN): Coinbase detiene 14.548 BTC. È un dato rilevante, considerando che l’azienda è al centro dell’infrastruttura di mercato e, al contempo, costruisce una propria riserva.

  8. Tesla, Inc. (TSLA): Tesla possiede 11.509 BTC. Il mercato guarda a Tesla soprattutto per l’effetto mediatico: ogni segnale di mantenimento o vendita può spostare il sentiment globale.

  9. Block, Inc. (SQ): Block ha in portafoglio 8.780 BTC. L’azienda è molto vicina al settore dei pagamenti consumer e lega la sua posizione in Bitcoin a una visione più ampia dei pagamenti digitali.

  10. El Salvador: detiene 7.557 BTC. Il caso di un governo come detentore resta unico, poiché combina scelte politiche e strategie nazionali con la volatilità del mercato.

Cosa significa questo per il prezzo sopra i 70.000$?

Il ritorno sopra i 70.000$ indica innanzitutto che gli acquirenti continuano a difendere questo livello. Tuttavia, la distribuzione di Bitcoin tra i grandi detentori rende questa battaglia più complessa. I fondi e gli ETF possono generare domanda extra, ma possono anche subire deflussi se il sentiment macroeconomico cambia. Le aziende possono avere una visione a lungo termine, ma potrebbero essere costrette a liquidare per generare liquidità immediata.

Per il prossimo periodo, i trader si pongono due domande: Bitcoin riuscirà a chiudere diverse sessioni sopra i 70.000$, trasformando il livello in un supporto solido? E la pressione d’acquisto delle tesorerie aziendali e dei fondi resterà abbastanza forte da assorbire i cali?

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