Binance ha risposto a una richiesta del 2025 avanzata dagli investigatori russi riguardante la cronologia delle transazioni di Yuri Belenkiy, uno specialista IT russo, fornendo dati identificativi che sono stati poi inseriti in una bozza preliminare del caso inviata all’ufficio del procuratore generale della Russia, secondo quanto riportato da documenti delle forze dell’ordine esaminati da Reuters.
Il Comitato Investigativo della Russia ha sostenuto, in una dichiarazione del 13 ottobre 2025, che Belenkiy avrebbe inviato oltre 700 dollari tra gennaio 2023 e marzo 2024 a organizzazioni legate all’esercito ucraino, incluso un gruppo noto in vari periodi come Brigata Azov o Reggimento Azov, che Mosca classifica come organizzazione terroristica.
EXCLUSIVE: Binance gave Moscow client details used to charge Russian over Ukraine donations, documents show https://t.co/9l6X9zloGu https://t.co/9l6X9zloGu
— Reuters (@Reuters) August 17, 2026
Questa non è una semplice richiesta di dati di routine da parte delle forze dell’ordine. È la prova che Binance ha mantenuto un canale operativo con le autorità russe due anni dopo aver dichiarato il ritiro totale dal mercato locale, e che l’apparato di compliance dell’exchange ha fornito dati utilizzati per perseguire un donatore di campagne crypto pro-Ucraina, attività che Mosca tratta come finanziamento al terrorismo.
L’addio di Binance alla Russia e i documenti esaminati da Reuters
Binance aveva annunciato in una dichiarazione riportata da The Straits Times il 4 ottobre 2023 che avrebbe effettuato un “pieno addio” dalla Russia, con il chief compliance officer Noah Perlman che affermava come “operare in Russia non fosse compatibile con la strategia di conformità di Binance”. La società aveva precisato che il processo, che includeva la vendita degli asset alla neonata CommEX, avrebbe richiesto circa un anno per essere completato.
Reuters reports that the cryptocurrency exchange Binance handed over data to Moscow regarding a Russian IT specialist’s donations to Ukrainian fundraisers. In October, Russia's Investigative Committee, which handles major criminal cases, stated that IT specialist Yury Belenky… pic.twitter.com/1WL1QZR4qL
— WarTranslated (@wartranslated) August 17, 2026
I documenti ottenuti da The First Department, una ONG russa che supporta le persone soggette a procedimenti giudiziari per motivi politici, descrivono le prove raccolte contro Belenkiy prima che venissero formulate le accuse; Reuters ha precisato di non aver potuto confermare in modo indipendente i documenti, che la ONG ha riferito di aver ricevuto da un parente di Belenkiy.
Reuters ha inoltre individuato un post sul sito web di Binance che indirizzava le forze dell’ordine russe e bielorusse a un indirizzo email, [email protected], attraverso il quale gli investigatori hanno ricevuto due risposte contenenti la data di nascita, l’indirizzo, il numero di telefono, il numero di passaporto di Belenkiy, oltre a copie del suo passaporto russo e del suo permesso di soggiorno bulgaro.
La questione GDPR e i punti ancora da verificare
L’avvocato esperto in regolamentazione crypto Mike Bystrov ha dichiarato a Reuters che, se Belenkiy fosse stato registrato su Binance come residente nell’UE, data la sua residenza in Bulgaria, la divulgazione dei dati potrebbe implicare una violazione del GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), poiché la Russia non dispone di una decisione di adeguatezza dell’UE per il trasferimento dei dati.
Reuters non è riuscita a stabilire se Belenkiy fosse effettivamente registrato come cliente UE e l’European Data Protection Board ha rifiutato di commentare, affermando che l’applicazione delle norme spetta alle autorità nazionali; la commissione bulgara per la protezione dei dati non ha risposto alle richieste di Reuters.
Binance, in una dichiarazione inviata via email a Reuters, ha affermato di “collaborare con le richieste legittime di informazioni da parte delle forze dell’ordine a livello globale, nel rispetto dei requisiti legali, di privacy e normativi applicabili”, aggiungendo che le decisioni su come i governi utilizzano le informazioni “spettano esclusivamente alle autorità competenti”. L’exchange ha rifiutato di commentare specificamente il caso di Belenkiy, citando la riservatezza che circonda le singole richieste delle forze dell’ordine.
Si sospetta che la questione irrisolta della classificazione del cliente Belenkiy determinerà se questo diventerà un caso formale di violazione del GDPR o se rimarrà un isolato imbarazzo diplomatico. Belenkiy, 49 anni, resta incarcerato in Russia in attesa di processo, e Reuters ha riferito che diverse decine di altri russi che hanno effettuato donazioni crypto simili hanno subito procedimenti giudiziari, sebbene l’agenzia di stampa abbia precisato di non poter verificare un conteggio preciso.