Previsioni Bitcoin: rialzo grazie al boom cinese? Nuovi rumor accendono la fantasia

Il sentiment sul mercato delle criptovalute rimane teso. Nelle ultime 24 ore il Bitcoin ha perso circa il 2%, portando il calo settimanale a un complessivo 2,5%. Negli ultimi tre mesi, la principale criptovaluta ha visto sfumare circa un quarto del suo valore e attualmente scambia a oltre il 40% di distanza dal suo massimo […]

Marcello Del Debbio By Marcello Del Debbio Aggiornato 3 Min. read
Previsioni Bitcoin: rialzo grazie al boom cinese? Nuovi rumor accendono la fantasia

Punti chiave

  • L'interesse per il Bitcoin rimane elevato nonostante la contrazione dei prezzi.
  • Gli investitori cinesi starebbero affluendo su Bitcoin attraverso canali indiretti.
  • L'adozione istituzionale continua a crescere costantemente.

Il sentiment sul mercato delle criptovalute rimane teso. Nelle ultime 24 ore il Bitcoin ha perso circa il 2%, portando il calo settimanale a un complessivo 2,5%. Negli ultimi tre mesi, la principale criptovaluta ha visto sfumare circa un quarto del suo valore e attualmente scambia a oltre il 40% di distanza dal suo massimo storico: tecnicamente, siamo in un bear market.

La struttura ribassista è intatta e il momentum appare debole. Tuttavia, mentre il grafico invita alla prudenza, sullo sfondo si moltiplicano segnali che potrebbero indicare una domanda strutturale, proveniente forse da una direzione inaspettata.

Rumor dalla Cina e l’ETF IBIT come ponte

Ad innescare nuove speculazioni è un intervento di Jeff Park, che evidenzia dettagli insoliti negli ultimi depositi 13F (i report trimestrali sulle partecipazioni istituzionali). Secondo quanto emerso, nel registro azionario dell’iShares Bitcoin Trust (IBIT) è apparso un nuovo investitore: “Laurore Ltd.”. Dietro questo veicolo risulterebbe un individuo di nome Zhang Hui, con sede a Hong Kong — un nome comune in Cina quanto “Mario Rossi” in Italia.

La struttura appare deliberatamente generica, quasi invisibile nel rumore statistico. L’aspetto cruciale è la forma societaria: “Ltd.” suggerisce una classica società offshore (Cayman o Isole Vergini Britanniche), giurisdizioni standard per accedere ai mercati dei capitali statunitensi. Ancora più emblematico è il portafoglio: consiste esclusivamente in quote dell’ETF IBIT di BlackRock, per un controvalore di circa 436 milioni di dollari. Non un mandato diversificato, ma una pura esposizione al Bitcoin tramite un ETF regolamentato negli USA.

Perché questo giro tortuoso? In Cina, il trading diretto di Bitcoin è di fatto vietato per i residenti e i controlli sui capitali rendono difficile il trasferimento di grandi somme all’estero. Un ETF regolamentato negli Stati Uniti, detenuto tramite una struttura offshore, potrebbe rappresentare una “zona grigia” legale: trasparente verso la SEC, ma discreta rispetto ai titolari effettivi. Jeff Park parla di una possibile fuga di capitali, di un momento “Dawn” (alba) — un gioco di parole con il nome “Laurore” (dal francese l’aurore, l’aurora). Se confermato, sarebbe il segnale che il capitale cinese sta iniziando a fluire verso il Bitcoin attraverso i canali ufficiali di Wall Street.

Outlook Bitcoin: il capitale istituzionale non molla

Indipendentemente dai possibili flussi cinesi, l’interesse istituzionale resta elevato. Coinbase ha recentemente sottolineato che gli investitori istituzionali continueranno ad accumulare Bitcoin anche nel 2026. La motivazione è pragmatica: il Bitcoin è stata la classe di asset più performante in nove degli ultimi dodici anni. La sola volatilità non ha finora scoraggiato alcuna istituzione seriamente impegnata.

Chi ha completato il processo di due diligence non si ritira a causa dei tipici drawdown. Anche ARK Invest inquadra sempre più il Bitcoin come una classe di asset istituzionale indipendente. La domanda strutturale degli ETF, la crescente chiarezza normativa negli USA e cali meno profondi rispetto ai cicli passati sostengono questa tesi. Sebbene la volatilità stia aumentando, resta significativamente inferiore agli estremi dei mercati passati, segno di una graduale maturazione del settore.

Resta aperta la questione sul ruolo macroeconomico a lungo termine del Bitcoin: oro digitale, proxy tecnologico ad alto beta o riserva di valore indipendente in un sistema finanziario multipolare? La risposta non è ancora definitiva, ma è proprio questa ricerca che rende l’asset interessante per gli strateghi istituzionali: un tassello decorrelato nei portafogli multi-asset, una copertura contro le incertezze monetarie o una posizione di crescita asimmetrica.

In sintesi, emerge una divergenza: a breve termine domina il bear market con prezzi in calo e sentiment ferito; a medio termine, però, si intensificano gli indizi di una domanda strutturale solida.

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Marcello Del Debbio

Giornalista esperto in criptovalute, con oltre 5 anni di esperienza nel settore, Marcello ha collaborato con importanti siti italiani del mondo delle criptovalute e della finanza, maturando esperienza e competenza nel settore dopo aver superato periodi di rialzo e ribasso nel corso degli anni. Marcello è anche autore di 4 libri autopubblicati.

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