A quattro anni dal tracollo di Luna, un nuovo sviluppo fa luce sul drammatico crollo del progetto crypto da svariati miliardi di dollari. Terraform Labs ha citato in giudizio Jane Street, contestando l’insider trading e la manipolazione del mercato durante il crollo di TerraUSD del 2022 che ha polverizzato 40 miliardi di dollari.
Depositata dall’amministratore nominato dal tribunale Todd Snyder, la denuncia sostiene che Jane Street abbia aperto posizioni short su TerraUSD (UST) mentre era a conoscenza di significativi spostamenti di liquidità, accelerando presumibilmente un crollo che ha cancellato oltre 40 miliardi di dollari di valore di mercato.
La società punta a recuperare i danni derivanti da quella che definisce una strategia coordinata per sfruttare le vulnerabilità interne di Terraform. La causa sostiene che Jane Street abbia utilizzato l’accesso a dati di trading riservati per posizionarsi in anticipo rispetto al mercato, generando profitti sostanziali mentre gli investitori al dettaglio subivano perdite devastanti durante l’evento di depegging.
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TERRAFORM LABS SUES JANE STREET FOR FURTHERING COLLAPSE OF LUNA , USED INSIDER INFORMATION TO. WITHDRAW FUNDS AHEAD OF CRASH: WSJ
— zoomer (@zoomerfied) February 23, 2026
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Terraform denuncia la manipolazione del mercato tramite dati privilegiati
Il fulcro della causa si concentra su specifiche transazioni eseguite sull’exchange Curve Finance all’inizio di maggio 2022. L’amministratore Todd Snyder sostiene che Jane Street abbia prelevato circa 85 milioni di dollari in UST dalla 3pool di Curve meno di 10 minuti dopo che Terraform Labs aveva eseguito un prelievo di liquidità non annunciato di 150 milioni di dollari. La denuncia suggerisce che tale tempistica non sia stata casuale, ma presumibilmente il risultato di informazioni privilegiate ottenute tramite canali privati, inclusi potenziali contatti informali con ex dipendenti.
L’atto cita la “teoria dell’appropriazione indebita” dell’insider trading, sostenendo che la società di trading abbia violato i doveri di fiducia capitalizzando dati non pubblici. Questa azione legale arriva proprio mentre Jane Street aumenta l’esposizione a Bitcoin in altre aree del suo portafoglio istituzionale, evidenziando il continuo ruolo attivo della società nel mercato crypto nonostante le persistenti ripercussioni della crisi del 2022.
Jane Street ha fermamente respinto le accuse, definendo la causa come un tentativo di scaricare la colpa per un protocollo fondamentalmente difettoso. In una dichiarazione relativa alle pretese, la società ha negato l’accusa che le sue operazioni fossero improprie.
“Questa causa disperata è un palese tentativo di estorcere denaro, quando è ormai assodato che le perdite subite dai detentori di Terra e Luna sono state il risultato di una frode multimiliardaria perpetrata dal management di Terraform Labs. Ci difenderemo vigorosamente contro queste accuse infondate e opportunistiche”.
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Il crollo di Luna e Terra ha cancellato 40 miliardi di dollari

Grafico del prezzo di LUNA Fonte: TradingView
Gli eventi del maggio 2022 restano uno degli episodi più distruttivi nella storia delle criptovalute. La stablecoin algoritmica TerraUSD (UST) ha perso la sua parità 1:1 con il dollaro USA, innescando una “spirale della morte” che ha iperinflazionato il suo token gemello, LUNA, portandolo di fatto a zero. Il crash ha contribuito a un contagio più ampio che ha portato al fallimento prestatori come Celsius e Voyager.
La rapidità del collasso ha colto di sorpresa il mercato globale, ricordando i periodi in cui le liquidazioni crypto hanno toccato 1,4 miliardi di dollari in 24 ore a causa dell’improvvisa volatilità. Sebbene il crash del 2022 sia stato guidato da fallimenti strutturali all’interno del protocollo Terra, la causa della società sostiene che il trading predatorio abbia accelerato il crollo.
Gli osservatori del mercato hanno esaminato a lungo la cronologia del depegging. La causa riporta l’attenzione sulle caotiche condizioni di mercato del 2022, un periodo in cui anche figure come Michael Burry lanciarono avvertimenti sul crash di Bitcoin mentre il settore lottava con la leva finanziaria sistemica e modelli algoritmici fallimentari.
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Terraform fa causa a Jane Street dopo Jump Trading: l’azione legale estende l’ambito delle responsabilità nella DeFi
Questa causa fa seguito a una denuncia parallela presentata alla fine del 2023 contro Jump Trading, un altro importante market maker accusato di aver tratto profitto illegalmente dall’ecosistema Terra. La società sta chiedendo oltre 4 miliardi di dollari di danni in quella separata azione legale, denunciando un simile schema di uso improprio dei dati. Prendendo di mira diversi player istituzionali, l’amministratore fallimentare sembra voler colpire nel mucchio per recuperare asset per i creditori.
Gli esperti legali suggeriscono che il caso potrebbe costituire un precedente significativo per il modo in cui viene definito l'”accesso privilegiato” nella finanza decentralizzata (DeFi). La decisione della corte potrebbe determinare se le informazioni condivise in chat private o tramite discussioni di governance sulla blockchain costituiscano informazioni privilegiate.
Il contenzioso evidenzia l’intricata relazione tra i progetti crypto e i market maker di cui si avvalgono. Sebbene la partecipazione istituzionale sia spesso citata come un segnale rialzista, analogamente a come BitMine aggiunge 90 milioni di dollari in ETH alla sua tesoreria, queste cause sottolineano i rischi legali quando tali relazioni si deteriorano durante una flessione del mercato. Le future sentenze in questo caso influenzeranno probabilmente gli standard di conformità per le società di trading ad alta frequenza che operano nel settore DeFi.