Bitcoin in forte ripresa: il Coinbase Premium è un segnale di speranza?

On Feb 10, 2026 at 10:47 pm UTC by · 4 Min. read

Nonostante la decisa risalita del Bitcoin dopo il recente crollo, gli esperti invitano alla cautela: al momento mancherebbe ancora una domanda strutturale e costante. Il mercato del Bitcoin è di nuovo in fermento. Dopo una rapida ondata di vendite, la principale criptovaluta al mondo ha messo a segno una rimonta che ha sorpreso molti e […]

Nonostante la decisa risalita del Bitcoin dopo il recente crollo, gli esperti invitano alla cautela: al momento mancherebbe ancora una domanda strutturale e costante.

Il mercato del Bitcoin è di nuovo in fermento. Dopo una rapida ondata di vendite, la principale criptovaluta al mondo ha messo a segno una rimonta che ha sorpreso molti e reso scettici altri. In pochi giorni, il prezzo del Bitcoin è balzato del 12%, risalendo dal minimo di 62.822 dollari fino a sfiorare i 71.000 dollari. Questa ripresa è accompagnata da una crescita impressionante del cosiddetto Coinbase Premium Index, spesso interpretato come un segnale di crescente domanda proveniente in particolare dagli Stati Uniti.

Ma quanto è realmente sostenibile questa evoluzione? L’analisi che segue approfondisce le ragioni del recente aumento dei prezzi, il ruolo dei fattori macroeconomici e dei mercati dei derivati, riportando le opinioni dei principali analisti del settore.

Coinbase Premium sotto i riflettori: cosa rivela l’indice sul mercato

Il recente movimento rialzista coincide con un dato notevole: il Coinbase Premium Index — che misura il differenziale di prezzo tra la quotazione BTC su Coinbase e quella su Binance — è balzato di oltre il 70% in breve tempo. Nello specifico, l’indice è passato dal -0,23% di venerdì al -0,06% di lunedì mattina (ora asiatica), secondo i dati di CoinGlass.

Questa crescita suggerisce che gli investitori statunitensi stiano tornando ad accumulare Bitcoin. Dopo il drastico calo e il panico generale, il Bitcoin su Coinbase è tornato a essere scambiato a un prezzo superiore rispetto a Binance, l’exchange leader globale: un classico indizio di una domanda trainata dagli USA. Tuttavia, l’indice rimane ancora in territorio negativo, segno che la prudenza non è ancora stata abbandonata.

Rally o “Dead Cat Bounce”? Gli analisti avvertono

Nonostante l’imponente reazione dei prezzi, lo scetticismo tra gli esperti resta elevato. Diversi analisti interpretano l’attuale ripresa come un tipico “Dead Cat Bounce” (il rimbalzo del gatto morto), ovvero un movimento correttivo di breve durata dopo un forte sell-off, che non indica necessariamente un’inversione di tendenza duratura.

Ryan Yoon, Senior Analyst presso Tiger Research, sottolinea che il ritorno dei compratori è dovuto principalmente a fattori tecnici, come l’estremo ipervenduto e le ricoperture delle posizioni corte. Anche il celebre Fear & Greed Index, che recentemente ha toccato il livello record di 5 (paura estrema), conferma che il mercato si trovava in una fase di pessimismo eccessivo — terreno fertile per rimbalzi tecnici, ma non ancora un segnale di domanda strutturale.

Lo Short Squeeze come motore della salita

Uno sguardo ai dati del mercato dei derivati fornisce un messaggio chiaro: l’origine della ripresa risiede nella chiusura forzata delle posizioni short, il cosiddetto Short Squeeze. L’Open Interest aggregato è sensibilmente diminuito, mentre il Cumulative Volume Delta è tornato in territorio positivo. L’interazione tra questi due indicatori suggerisce che i trader ribassisti siano stati costretti a chiudere le proprie posizioni di vendita allo scoperto, generando una pressione d’acquisto artificiale. I nuovi acquirenti con convinzioni a lungo termine sembrano invece muoversi ancora con estrema cautela.

Fattori Macro: i dati economici USA al centro dell’attenzione

Le prospettive a medio termine per Bitcoin e l’intero comparto crypto restano strettamente legate alle condizioni macroeconomiche. Gli esperti sottolineano che una vera inversione di tendenza sarà possibile solo se il contesto economico, specialmente negli USA e in Asia, mostrerà segnali positivi.

Indicatori come l’occupazione, l’inflazione e la crescita del PIL statunitense sono sempre più monitorati. Al contempo, le decisioni delle banche centrali e gli eventi geopolitici continuano a influenzare il comportamento degli investitori. Solo in presenza di segnali distensivi il Bitcoin potrà avviare una fase di crescita realmente sostenibile.

L’impulso dal Giappone e la stabilità politica

Anche i mercati asiatici hanno contribuito alla recente ripresa. In seguito alla vittoria elettorale del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi, l’indice Nikkei 225 è salito del 5%. Questo vento favorevole in politica ha attenuato l’avversione al rischio, dando una spinta temporanea anche al mercato crypto. Tuttavia, l’effetto resta limitato finché permangono incertezze globali e sfide di politica monetaria.

Conclusione: tra speranza e rischio

In definitiva, il mercato del Bitcoin si conferma un sismografo della propensione al rischio globale. Sebbene l’esplosione dei prezzi dimostri quanto velocemente possa cambiare il sentiment, analisti come Jeff Mei di BTSE avvertono: solo dati economici solidi e una riduzione dell’incertezza globale porteranno a un rialzo duraturo. Finché il quadro macroeconomico e regolatorio rimarrà instabile, gli investitori dovrebbero aspettarsi improvvisi storni.

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