Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 73.000 dollari per la seconda volta dall’aprile 2025, estendendo le perdite al 40% rispetto al picco di ottobre. Contemporaneamente, le società di mining hanno registrato cali a doppia cifra. Il 4 febbraio 2026, Bitcoin è crollato sotto i 73.000 dollari, toccando per la seconda volta il punto più […]
Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 73.000 dollari per la seconda volta dall’aprile 2025, estendendo le perdite al 40% rispetto al picco di ottobre. Contemporaneamente, le società di mining hanno registrato cali a doppia cifra.
Il 4 febbraio 2026, Bitcoin è crollato sotto i 73.000 dollari, toccando per la seconda volta il punto più basso dall’aprile 2025. Il contestuale crollo dei titoli legati al mining ha aggravato la fase di correzione del mercato cripto.
Su Binance, la quotazione ha brevemente sfiorato i 72.039 dollari, per poi risalire leggermente in area 73.020 dollari al momento della scrittura. Questo movimento estende il ritracciamento dal massimo storico di oltre 125.500 dollari raggiunto nell’ottobre 2025: un calo di circa il 40% in soli quattro mesi. La vendita di oltre 50.000 BTC da parte dei grandi portafogli ha generato una pressione costante, vanificando i tentativi degli investitori retail di sostenere il prezzo acquistando sui minimi.
Il settore del mining accusa il colpo
Le azioni delle società di mining sono state le più colpite. Marathon Digital Holdings è scambiata vicino agli 8,09 dollari, mentre Riot Platforms si attesta intorno ai 13,52 dollari e CleanSpark è scesa a 9,94 dollari; altri player del settore hanno registrato flessioni superiori al 10% nella sessione odierna. L’unica eccezione è rappresentata dal Phoenix Group (Emirati Arabi Uniti), che limita i danni con un calo dell’1%.
La redditività delle operazioni di estrazione è scesa ai minimi degli ultimi 14 mesi. Questa contrazione è il risultato della combinazione tra il calo del prezzo di BTC e l’elevata difficoltà della rete, fattori che stanno portando a una diminuzione dell’hashrate globale a partire dal giugno 2025. Anche altre società esposte al comparto hanno subito forti pressioni: Strategy (ex MicroStrategy) continua il suo declino nonostante la strategia di accumulo di Michael Saylor. Il titolo MSTR ha toccato i minimi a 52 settimane a fine gennaio e i guadagni non realizzati sulla sua tesoreria Bitcoin sono ormai scesi sotto il 10%.
La debolezza del Tech trascina le criptovalute
Il declino di Bitcoin è coinciso con la flessione dei titoli tecnologici, alimentando le preoccupazioni degli investitori. Il settore software ha vissuto una giornata nera sui mercati, zavorrato dai timori legati al comparto dell’intelligenza artificiale, trascinando con sé gli asset ad alto rischio. Storicamente, Bitcoin segue l’andamento delle azioni tech, in particolare del NASDAQ 100, risultando vulnerabile ai sell-off settoriali guidati dalle politiche della Federal Reserve e dai timori sul rialzo dei tassi.
Il calo dei prezzi e la contrazione dei profitti suggeriscono che la pressione sul settore del mining persisterà finché la difficoltà della rete non si sarà adeguata o i prezzi non si stabilizzeranno sopra la soglia di redditività per gli operatori.
