Charles Hoskinson, fondatore di Cardano, ha espresso dure critiche nei confronti di Donald Trump. Secondo Hoskinson, il settore delle criptovalute versa attualmente in condizioni peggiori rispetto alla precedente amministrazione; il manager punta il dito contro una serie di passi falsi politici e la mancata attuazione delle regolamentazioni promesse. Dall’ottimismo alla delusione Inizialmente, il comparto crypto […]
Charles Hoskinson, fondatore di Cardano, ha espresso dure critiche nei confronti di Donald Trump. Secondo Hoskinson, il settore delle criptovalute versa attualmente in condizioni peggiori rispetto alla precedente amministrazione; il manager punta il dito contro una serie di passi falsi politici e la mancata attuazione delle regolamentazioni promesse.
Dall’ottimismo alla delusione
Inizialmente, il comparto crypto — incluso lo stesso Hoskinson — guardava con ottimismo al ritorno di Trump alla Casa Bianca nel 2025, sperando in un’ondata di legislazione pro-settore. Successivamente, secondo il vertice di Input Output Group (IOG), questo entusiasmo si è presto trasformato in frustrazione. Il punto di rottura sarebbe stato il lancio ufficiale della “Trump Coin” in concomitanza con l’inaugurazione di gennaio dello scorso anno.
Hoskinson sostiene che il coinvolgimento diretto del governo in progetti speculativi di questo tipo abbia istituzionalizzato un “comportamento estrattivo” (ovvero sottrarre capitali al mercato senza aggiungere valore reale). Dal suo lancio, il valore di questa moneta è crollato di oltre l’80%, un dato che, secondo i critici, ha danneggiato l’immagine dell’intera industria e reso scettici i legislatori.
Legislazione in stand-by
La principale fonte di frustrazione per Hoskinson è lo stallo di due disegni di legge fondamentali: il GENIUS Act e il CLARITY Act, pensati per definire le regole sulle stablecoin e sulla struttura generale del mercato.
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GENIUS Act: disciplina chi può emettere stablecoin e a quali condizioni.
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CLARITY Act: mira a chiarire se una criptovaluta debba essere considerata una “commodity” (come l’oro) o un “security” (come un’azione).
Secondo Hoskinson, il “debacle” della Trump Coin ha rovinato un’occasione unica di collaborazione politica bipartisan. I Democratici avrebbero ritirato il proprio sostegno per timore dei conflitti di interesse legati agli affari del Presidente, causando un ritardo legislativo che dura ormai da oltre un anno.
Critiche al “Crypto Czar”
Anche la nomina di David Sacks a “National AI & Crypto Czar” è oggetto di critiche. Hoskinson definisce Sacks inadeguato, ritenendolo responsabile della mancata coesione del settore. Il fondatore di Cardano contesta inoltre il clima ostile a Washington, dove le donazioni politiche sembrano prevalere sull’innovazione tecnica.
Inoltre, Hoskinson ha preso le distanze dal piano che prevedeva di includere Cardano in una riserva nazionale di criptovalute. Sebbene la notizia avesse spinto il prezzo di ADA l’anno scorso, Hoskinson ha chiarito che il suo team non è mai stato consultato sulla fattibilità tecnica dell’operazione, avvertendo che tali riserve, senza una solida base legale, possono fare più male che bene.
L’impatto sul mercato
L’assenza di regole chiare sta producendo, secondo gli analisti, conseguenze dirette sul mercato statunitense:
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Blocco dell’innovazione: le aziende rimandano il lancio di nuovi prodotti non sapendo quali norme saranno in vigore tra sei mesi.
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Esitazione istituzionale: grandi fondi pensione e banche restano alla finestra in attesa del passaggio del CLARITY Act al Senato.
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Crypto come merce di scambio politico: il settore è diventato uno strumento di scontro partitico, riducendo le possibilità di avere norme tecniche e neutrali.
Hoskinson avverte che, senza una svolta entro questo trimestre, la prossima finestra per una regolamentazione significativa si aprirà solo nel 2029. Per gli investitori, questo significa che gli Stati Uniti rimarranno un’area di incertezza, mentre regioni come l’Unione Europea e l’Asia continuano ad aumentare il proprio vantaggio competitivo.
