Ethereum perde il 10% tra i dubbi di Vitalik Buterin e quelli sul ruolo dei Layer 2

On Feb 4, 2026 at 9:56 am UTC by · 3 Min. read

Il token nativo di Ethereum, Ether (ETH), ha registrato una flessione del 7% nelle ultime 24 ore. Il ribasso segue la vendita di 500.000 dollari in ETH da parte di Vitalik Buterin e la pubblicazione di un suo intervento in cui mette in discussione la storica strategia di scalabilità della blockchain basata sui Layer 2. […]

Il token nativo di Ethereum, Ether (ETH), ha registrato una flessione del 7% nelle ultime 24 ore. Il ribasso segue la vendita di 500.000 dollari in ETH da parte di Vitalik Buterin e la pubblicazione di un suo intervento in cui mette in discussione la storica strategia di scalabilità della blockchain basata sui Layer 2.

Il mercato reagisce ai movimenti di Vitalik

Secondo un’analisi pubblicata il 2 febbraio da Lookonchain, il creatore di Ethereum ha venduto 211,84 ETH in cambio di 500.000 USDC, trasferendo i fondi a Kanro. Curiosamente, il Kanro Fund è associato a un token (KANRO) che opera come meme coin a scopo benefico: una percentuale di ogni transazione è destinata a finanziare progetti di salute globale e sicurezza dell’IA attraverso l’organizzazione fondata dallo stesso Buterin.

I dati di CoinMarketCap mostrano che, a 24 ore di distanza dal report, ETH è sceso di quasi il 10%, attestandosi intorno ai 2.117 dollari. Si tratta di una contrazione significativa per la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, il cui valore complessivo è attualmente stimato in 255 miliardi di dollari. Il calo dei volumi di trading del 31% suggerisce che l’attuale volatilità sia alimentata da una riduzione della liquidità sul mercato.

Vitalik Buterin mette in discussione il futuro dei Layer 2

Ad alimentare il ribasso è intervenuto un post di Buterin che ha scosso una delle narrazioni portanti della community: la necessità dei Layer 2 (L2) come soluzione primaria per scalare Ethereum.

Buterin ha argomentato che l’originale visione “rollup-centrica” non è più pienamente coerente con le sfide attuali. “Questa visione non ha più senso”, ha ribadito più volte nel post. Al suo posto, ha proposto di considerare i L2 come un ampio spettro di soluzioni: da chain interamente protette da Ethereum con caratteristiche uniche, a opzioni con connessioni più flessibili, lasciando agli utenti la scelta in base alle proprie esigenze di fiducia e performance.

Nuove direzioni per gli sviluppatori

Buterin ha suggerito ai team di sviluppo dei L2 di focalizzarsi su un valore differenziato che superi il concetto di mera scalabilità. Tra le aree suggerite:

  • Virtual Machine focalizzate sulla privacy.

  • Efficienza specifica per determinate applicazioni.

  • Throughput ultra-elevato e sequenziamento a bassa latenza.

  • Casi d’uso non finanziari, come social network o intelligenza artificiale.

Questo improvviso cambio di rotta introduce incertezza in un settore che ha investito massicciamente nelle soluzioni di secondo livello. Sebbene la vendita di token per beneficenza sia una pratica comune per Buterin, il combinato disposto tra il suo disinvestimento e i dubbi strategici sta pesando sul sentiment del mercato, già gravato da incertezze macroeconomiche. Tuttavia, a livello istituzionale, l’interesse per le criptovalute a grande capitalizzazione resta solido, con gli ETF su Bitcoin ed Ethereum che continuano a registrare afflussi positivi.

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