Crollo crypto: la paura sul mercato spinge i prezzi del Bitcoin al ribasso

Updated on Feb 2, 2026 at 8:45 am UTC by · 4 Min. read

Inizio di settimana segnato dal nuovo crollo delle crypto. Di seguito vedremo quali sono le notizie più importanti dal punto di vista del mercato delle crypto e insieme proveremo a capire quali potrebbero essere gli scenari futuri. Paura sul mercato crypto: il Fear & Greed Index scende a 14 Il Crypto Fear & Greed Index, […]

Inizio di settimana segnato dal nuovo crollo delle crypto. Di seguito vedremo quali sono le notizie più importanti dal punto di vista del mercato delle crypto e insieme proveremo a capire quali potrebbero essere gli scenari futuri.

Paura sul mercato crypto: il Fear & Greed Index scende a 14

Il Crypto Fear & Greed Index, un indicatore che misura il sentiment di mercato sulla base di fattori come volatilità, volumi ed engagement sui social media, è sceso a 14, un livello storicamente associato a una paura estrema tra gli investitori. Un calo di questo tipo indica che pessimismo e avversione al rischio dominano il mercato, spesso in concomitanza con periodi di forte pressione sui prezzi e incertezza.

Sebbene un sentiment così estremo sembri inizialmente negativo, gli analisti tecnici talvolta lo interpretano come un segnale contrario: quando il mercato è estremamente timoroso, potrebbe indicare un minimo. Tuttavia, queste interpretazioni non sono garanzie; i partecipanti al mercato restano cauti, poiché gli indicatori di sentiment rappresentano solo una parte del quadro complessivo, insieme a liquidità, dati macroeconomici e struttura dell’order book.

Il prezzo di Bitcoin è ora influenzato dalle azioni dei miner e dai BTC sugli exchange?

I recenti movimenti di prezzo di Bitcoin sono attribuiti anche alle interazioni tra i miner e le riserve sugli exchange. Quando i miner liquidano le loro ricompense (cioè vendono Bitcoin subito dopo averli minati), possono creare un’offerta aggiuntiva sul mercato spot. Se queste vendite coincidono con una domanda debole, possono esercitare una maggiore pressione al ribasso.

D’altra parte, alcuni indicatori on-chain mostrano che la quantità totale di BTC sugli exchange rimane bassa, suggerendo che non tutta l’offerta appena minata arriva immediatamente sul mercato. Questo crea una dinamica in cui i miner possono vendere senza che l’equilibrio venga completamente compromesso, finché ci sono acquirenti pronti ad assorbire rapidamente la nuova offerta. Il modo in cui miner e trader gestiscono questo equilibrio può continuare a influenzare la direzione del prezzo nel breve termine.

Un’ondata di liquidazioni spazza via il mercato: il prezzo di Bitcoin resta sotto pressione

Un’ondata di liquidazioni nel mercato dei derivati ha esercitato ulteriore pressione sul prezzo di Bitcoin, con la chiusura forzata di numerose posizioni fortemente a leva dopo rapidi movimenti di prezzo. Le liquidazioni si verificano quando le posizioni vengono chiuse automaticamente perché il collaterale non è più sufficiente, creando effetti a catena che possono spingere ulteriormente il prezzo verso il basso.

In periodi di elevata volatilità, le ondate di liquidazioni possono contribuire in modo significativo a bruschi cali, generando una pressione di vendita aggiuntiva rispetto ai normali flussi di mercato. Questo meccanismo può amplificare il panico temporaneo, ma anche portare a movimenti eccessivi al di sotto dei livelli di supporto. Per questo motivo, i trader monitorano attentamente i dati sulle liquidazioni per anticipare possibili momenti di stress.

Whale, opzioni BTC e scadenze mettono pressione al prezzo di Bitcoin

Oltre alle liquidazioni e all’attività dei miner, anche i derivati come le opzioni giocano un ruolo nella pressione attuale sui prezzi. Quando scadono grandi quantità di opzioni (soprattutto attorno a strike price rilevanti), market maker e detentori devono coprire le proprie posizioni, il che può generare ulteriori movimenti di mercato. In alcuni casi, ciò porta a cali temporanei dovuti alla chiusura o alla riduzione delle posizioni sui derivati.

Inoltre, ci sono segnali che indicano come le whale, ovvero i grandi detentori di Bitcoin, gestiscano attivamente le loro posizioni in questi periodi, con volumi di acquisto e vendita collegati a strategie sui derivati. Questo tipo di attività può avere un impatto maggiore rispetto ai semplici ordini sul mercato spot, poiché è legato a coperture coordinate e strategie di gestione del rischio. I mercati con un elevato open interest nei derivati possono quindi reagire in modo più violento alle scadenze e alle distorsioni causate dalla leva finanziaria.

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