Shock Ripple: Standard Chartered taglia il target price di XRP per il 2026 del 65%

On Feb 18, 2026 at 9:45 am UTC by · 3 Min. read

La bancaria britannica Standard Chartered ha rivisto drasticamente al ribasso le proprie previsioni su XRP. Invece degli 8,00 dollari precedentemente stimati, l’istituto prevede ora che il token chiuderà il 2026 a soli 2,80 dollari. Questa rivalutazione riflette il deterioramento delle condizioni di liquidità, i deflussi di capitale dagli ETP crypto e una struttura di mercato […]

La bancaria britannica Standard Chartered ha rivisto drasticamente al ribasso le proprie previsioni su XRP. Invece degli 8,00 dollari precedentemente stimati, l’istituto prevede ora che il token chiuderà il 2026 a soli 2,80 dollari. Questa rivalutazione riflette il deterioramento delle condizioni di liquidità, i deflussi di capitale dagli ETP crypto e una struttura di mercato generalmente più debole. Sono stati ridotti anche i target price di Bitcoin, Ethereum e Solana.

Standard Chartered riduce le stime su XRP del 65%

Standard Chartered ha corretto sensibilmente il proprio obiettivo di prezzo per XRP entro la fine del 2026. Rispetto agli 8,00 dollari inizialmente previsti, l’istituto stima ora un valore di 2,80 dollari: una riduzione di circa il 65%.

La revisione riflette una valutazione più cauta dell’attuale contesto di mercato e il mutamento dei flussi di capitale nel settore cripto. Geoffrey Kendrick, responsabile della ricerca sugli asset digitali della banca, ha indicato nella forte correzione di mercato di febbraio il fattore che ha reso necessaria questa ricalibrazione. XRP aveva iniziato l’anno con vigore, sostenuto dai progressi normativi e dalle speculazioni su possibili ETF dedicati, ma la debolezza generale del mercato ha fatto perdere slancio al rialzo.

La pressione dei deflussi di capitale

Anche i flussi di capitali verso i prodotti quotati (ETP) riflettono questa inversione di rotta. Secondo i dati di SoSoValue, gli asset gestiti negli ETP legati a XRP sono scesi da circa 1,6 miliardi di dollari all’inizio di gennaio a circa un miliardo di dollari a metà febbraio, segnando una contrazione del 40%. Tali deflussi agiscono in modo pro-ciclico in un mercato già volatile, amplificando i movimenti ribassisti.

Target ridotti anche per Bitcoin, Ethereum e Solana

Nel quadro della stessa revisione, Standard Chartered ha corretto le aspettative per le altre principali criptovalute:

  • Bitcoin: target sceso da 150.000 a 100.000 dollari.

  • Ethereum: stimato ora a 4.000 dollari (dai precedenti 7.000).

  • Solana: valutata 135 dollari rispetto ai 250 iniziali.

L’istituto cita come principali fattori di pressione le incertezze macroeconomiche, condizioni di liquidità più restrittive e il rallentamento degli afflussi nei prodotti di investimento digitali.

Resta l’ottimismo a lungo termine

Nonostante i tagli a breve e medio termine, Standard Chartered mantiene una prospettiva strutturalmente positiva per il futuro remoto. Entro il 2030, la banca ritiene possibile che XRP raggiunga una quotazione di 28 dollari.

Questa valutazione si basa sulla previsione che stablecoin, RWA e sistemi di regolamento basati su blockchain acquisiranno un’importanza crescente. In particolare, l’istituto continua a vedere in XRP un forte potenziale di crescita nel settore delle infrastrutture per i pagamenti transfrontalieri.

Analisi tecnica: cosa aspettarsi ora?

Al momento della stesura di questo articolo, XRP è scambiato a 1,47 dollari. Sul grafico a 4 ore (4H) si delinea un chiaro trend ribassista di medio periodo, caratterizzato da massimi e minimi decrescenti.

Dopo il marcato sell-off verso l’area degli 1,20 dollari, è seguita una reazione tecnica che tuttavia si è esaurita al di sotto della media mobile semplice a 21 giorni (SMA 21, in bianco). L’area tra 1,55 e 1,60 dollari funge attualmente da resistenza a breve termine, mentre gli 1,45 dollari rappresentano il supporto intraday. Una rottura sostenuta sopra 1,60 dollari potrebbe innescare un recupero verso 1,75 dollari, ma finché il prezzo rimarrà sotto la media mobile, il setup tecnico resterà compromesso.

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