Le notizie riguardanti Ethereum raramente portano con sé una “rottura”, ma questo è proprio uno di quei casi. Ethereum e Base hanno abbandonato i piani per uno standard condiviso di account abstraction, decidendo di proseguire ognuna per la propria strada. A riferirlo è Derek Chiang, sviluppatore di Ethlabs e co-autore di una delle due proposte, nonché fondatore di ZeroDev, società specializzata in infrastrutture per wallet.
Ethereum sta procedendo con l’implementazione della EIP-8141, nota come Frame Transactions, mentre Base sta perseguendo la EIP-8130, un design basato su Keystore. I colloqui tra le due parti si sono conclusi la settimana precedente al post di Chiang.
Non si tratta di una semplice disputa su dettagli tecnici, ma di un vero e proprio bivio tra le due reti più seguite dell’ecosistema Ethereum. La posta in gioco è il modo in cui ciascuna renderà l’account abstraction nativa al livello base. L’account abstraction integra la logica degli smart-wallet direttamente nel processo di validazione delle transazioni. Se realizzata in modo nativo, permetterebbe agli utenti di pagare le commissioni di rete senza possedere ETH, firmare transazioni tramite passkey dello smartphone e ruotare le chiavi senza necessità di infrastrutture aggiuntive.
Ethereum and Base have failed to agree on a shared account abstraction standard.
— That Martini Guy ₿ (@MartiniGuyYT) September 15, 2026
The two networks will now pursue separate approaches, with Ethereum backing EIP-8141 and Base pushing EIP-8130.
Both are designed to make Ethereum wallets easier to use, including features like… pic.twitter.com/uM6Af7jxl4
Chiang sostiene che i software dei wallet possano ancora nascondere questa differenza agli utenti finali, una tesi che sarà messa alla prova con il proseguire dello sviluppo. La vicenda merita attenzione, specialmente se analizzata insieme ai più ampi dati sull’attività della rete Ethereum.
Ethereum e Base: cosa hanno cercato di conciliare le trattative fallite?
Il tentativo era quello di fondere la EIP-8130 di Base, scritta dall’ingegnere di Coinbase Chris Hunter, con la EIP-8141 di Ethereum. La EIP-8130 abbina un nuovo tipo di transazione a un Keystore on-chain, richiedendo che ogni transazione indichi l’autenticatore che la valida, garantendo così costi prevedibili per i nodi. La EIP-8141, o Frame Transactions, suddivide invece la transazione in “frame”, consentendo a un account di definire la propria validazione e il pagamento del gas direttamente nel codice.
Quest’ultimo è un modello più flessibile ma più oneroso per le catene ad alto rendimento, e ha ora ricevuto la designazione di aggiornamento obbligatorio (“must-ship”) per Hegotá, il prossimo hard fork di Ethereum.
Le due chain hanno semplicemente obiettivi divergenti. Ethereum privilegia la resistenza alla censura, la privacy e la sicurezza; Base è invece progettata per la scalabilità, la personalizzazione e la conformità normativa. Gli account EIP-8130 potranno comunque interagire con altre catene attraverso lo standard ERC-4337 esistente, il framework per smart-wallet su cui entrambe le reti hanno fatto affidamento finora, il che mitiga, pur senza eliminarlo, il costo in termini di interoperabilità.
I'm sad to report that the AA collab between 8130 and 8141 (Frames) broke down last week, and Base and Ethereum are now going separate ways to implement different AA standards.
— Derek Chiang | Ethlabs (@decentrek) September 14, 2026
I want to share some reflections on this collab and on the future of the EVM.
For a long time, the…
News Ethereum: il resoconto di Chiang sul fallimento del compromesso
Descrivendo la ricerca tecnica che ha preceduto la scissione, Chiang ha scritto: “Sebbene avessimo identificato diverse soluzioni tecniche, tutte richiedevano che una parte o l’altra scendesse a compromessi, almeno in minima parte, sui propri obiettivi principali”.
Questa prospettiva inquadra il fallimento non in una mancanza di opzioni ingegneristiche, ma nella riluttanza delle due reti a rinunciare alle rispettive priorità. Un esito che rispecchia le dinamiche delle migrazioni di ecosistema: come evidenziato nel recente caso della migrazione Harmony di Ethereum, le frizioni sull’interoperabilità emergono regolarmente quando le reti divergono tecnicamente.
L’onere risultante ricade sugli smart wallet, che potrebbero ora dover supportare entrambi i formati di transazione per servire gli utenti sia su Ethereum che su Base. Come ha concluso Chiang: “Abbiamo preso strade separate, lasciando ai wallet il compito di gestire la frammentazione che ne deriva”.
Resta da vedere se i fornitori di wallet saranno in grado di assorbire tale complessità senza che gli utenti ne risentano: è questa la sfida aperta a cui l’industria deve ora rispondere.