Bitcoin supera i 73.000 $: registrati 586 milioni di dollari di afflussi settimanali negli ETF

Bitcoin supera i 73.000 $ mentre il BTC si sgancia dall’oro

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Bitcoin supera i 73.000 $: registrati 586 milioni di dollari di afflussi settimanali negli ETF

Bitcoin (BTC) ha superato i 73.000 $ nelle prime contrattazioni di lunedì (all’alba in Italia), divergendo nettamente dai tradizionali asset rifugio, nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente abbiano spinto i prezzi del petrolio sopra i 106 $ al barile.

Il principale motore di questa divergenza sembra essere la costante adozione istituzionale attraverso strumenti di investimento spot. Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato circa 586 milioni di dollari di afflussi settimanali nel periodo precedente a questa escalation geopolitica. Questi flussi creano uno shock persistente della domanda che assorbe la pressione dei venditori, in contrasto con i drenaggi di liquidità visti nei mercati dell’oro e dell’equity.

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I dati suggeriscono che gli afflussi negli ETF su BTC stiano attenuando la volatilità. IBIT di BlackRock e prodotti simili hanno continuato a registrare accumuli anche mentre i prezzi degli asset sottostanti fluttuavano, segnalando che gli allocatori istituzionali stanno impiegando capitale con un orizzonte temporale a lungo termine, ignorando di fatto il rumore geopolitico a breve termine. Questo comportamento rimuove efficacemente gli asset dalla circolazione, restringendo l’offerta disponibile sugli exchange durante i periodi di alto volume.

Le prospettive immediate dipendono dalla decisione sui tassi della Federal Reserve prevista per questa settimana. Con i prezzi del petrolio che complicano la traiettoria dell’inflazione, una pausa hawkish potrebbe testare le valutazioni degli asset di rischio. Tuttavia, se Bitcoin manterrà la sua attuale traiettoria di de-correlazione e gli afflussi negli ETF persisteranno, l’asset potrebbe consolidarsi sopra i 73.000 $ indipendentemente dai più ampi cambiamenti macroeconomici.

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Correlazione cross-asset: la meccanica del decoupling dall’oro

Mentre i prezzi dell’oro hanno ritracciato sotto il peso di un rafforzamento del dollaro USA e dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, il prezzo del Bitcoin si è efficacemente sganciato, spinto da una domanda istituzionale peculiare piuttosto che da un ampio sentiment di risk-off. Questa azione dei prezzi mette in discussione i modelli di correlazione standard utilizzati dagli analisti macro, suggerendo che gli asset digitali stiano attualmente dando priorità alle dinamiche di accumulo spot rispetto ai tradizionali vincoli di liquidità.

La divergenza tra Bitcoin e oro rappresenta un cambiamento significativo nella struttura del mercato durante i periodi di stress geopolitico. A seguito del riportato attacco guidato dagli Stati Uniti al terminal dell’isola di Kharg in Iran, il petrolio Brent è balzato di oltre il 3%, rivalutando efficacemente le aspettative di inflazione e rafforzando il dollaro USA. Tipicamente, questo contesto macro favorisce l’oro; tuttavia, il metallo è sceso sotto la soglia dei 5.100 $ poiché i trader hanno dato priorità alla forza valutaria e al rendimento rispetto alle materie prime che non ne producono.

Al contrario, l’analisi del mercato crypto rivela che Bitcoin ha registrato una correlazione negativa dell’11% rispetto all’S&P 500 nell’ultima settimana.

Questo fenomeno di decoupling dall’oro indica che i mercati crypto stanno rispecchiando sempre più i propri cicli di adozione. Mentre gli asset tradizionali sono ostaggio della “super settimana” delle riunioni delle banche centrali, inclusa l’imminente decisione sui tassi della Federal Reserve del 18 marzo, la liquidità di Bitcoin si sta comportando in modo indipendente dalle prospettive immediate sui tassi di interesse.

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Bitcoin e il breakout dei 73.000 $

L’impennata verso i massimi intraday vicino a 73.421 $ ha superato efficacemente il range di consolidamento che aveva limitato l’azione dei prezzi all’inizio del mese. Ora, BTC deve difendere la zona di domanda a 72.500 $ durante eventuali prese di profitto a breve termine.

La mancata tenuta di questo livello potrebbe vedere i prezzi testare nuovamente la soglia dei 70.000 $, una barriera psicologica che in precedenza era servita da forte resistenza.

Al contrario, una chiusura sostenuta sopra i 73.500 $ invaliderebbe probabilmente i pattern di divergenza ribassista sul grafico a 4 ore e aprirebbe la strada verso target psicologici nel range tra 75.000 $ e 78.000 $. La recente azione dei prezzi è stata sostenuta da simili notizie geopolitiche, con Bitcoin che aveva precedentemente recuperato il livello di 70.000 $ a seguito di dichiarazioni riguardanti la de-escalation del conflitto, evidenziando ulteriormente la sensibilità del mercato al flusso di notizie legate alla guerra.

Inoltre, il mercato dei derivati ha subito un significativo reset. Circa il 60% delle recenti liquidazioni è stato attribuito a posizioni short, alimentando uno squeeze che ha spinto i prezzi verso l’alto. Con l’open interest che si sta ricostituendo a 88.000 BTC, la struttura del mercato appare più sana, sebbene la leva finanziaria rimanga un punto da monitorare per i risk manager.

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