Il Senato USA accantona il Digital Asset Market Clarity Act. Le partecipazioni crypto di Trump e i conflitti etici bloccano la riforma fino al 2027.
Il Senato degli Stati Uniti ha deciso di accantonare il Digital Asset Market Clarity Act (H.R. 3633) in vista della pausa estiva di agosto. La decisione declassa la priorità del complesso quadro legislativo di 616 pagine, presentato dai repubblicani del Senato il 22 luglio 2026, a causa della riduzione dei tempi parlamentari e di una controversa clausola etica che continua a impedire un accordo bipartisan.
Il disegno di legge, approvato dalla Camera con 294 voti favorevoli e 134 contrari il 17 luglio 2025 e licenziato dalla Commissione Bancaria del Senato con un 15-9 il 14 maggio 2026, è rimasto bloccato nel calendario legislativo del Senato come Documento n. 423 dal 1° giugno 2026, senza che sia mai stato programmato un voto per la chiusura del dibattito (cloture).
Non si tratta di un semplice ritardo tecnico, ma di un punto di svolta strutturale: la finestra precedente alla pausa di agosto rappresentava l’ultima reale opportunità per l’approvazione entro il 2026. Aver mancato questa scadenza significa, di fatto, rimandare la legislazione organica sulla struttura del mercato dei digital asset negli Stati Uniti al prossimo Congresso.
Clarity Act: come la clausola etica ha frammentato la coalizione
Il testo unificato del 22 luglio aveva formalmente accorpato la versione della Commissione Bancaria del Senato con il Digital Commodity Intermediaries Act (approvato dalla Commissione Agricoltura il 29 gennaio 2026), aggiungendo una sezione dedicata all’etica governativa sviluppata in collaborazione con la Casa Bianca. Proprio questa sezione è diventata il punto di rottura.
Secondo le indiscrezioni sull’intervento della Casa Bianca e sulla riduzione dei tempi al Senato, una sessione di negoziati a porte chiuse tra senatori chiave e il Direttore Esecutivo del Crypto Council della Casa Bianca, Patrick Witt, è fallita dopo che i repubblicani e la Casa Bianca hanno ritirato una disposizione che avrebbe permesso ai procuratori generali statali di fare causa al Dipartimento di Giustizia.
Il conflitto etico affonda le radici specificamente nelle partecipazioni crypto di Trump, che hanno alimentato l’opposizione dei Democratici al disegno di legge nella sua forma attuale. Questo nodo etico centrale e i possedimenti di Trump rimangono i principali ostacoli per ottenere i sette voti democratici necessari ai Repubblicani per superare la soglia dei 60 voti richiesta per la cloture.
BREAKING: 🇺🇸 SEC says it is prepared to establish crypto regulations if Congress fails to pass the CLARITY Act.
— Crypto Rover (@cryptorover) July 28, 2026
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Matematica procedurale: cosa serve per l’approvazione
Il meccanismo legislativo prevede che, prima di qualsiasi voto in aula, la leadership debba presentare una mozione di cloture sul Calendario n. 423, richiedendo 60 voti favorevoli per procedere.
Il testo unificato del Senato deve poi essere armonizzato con la versione approvata dalla Camera prima che un testo definitivo possa arrivare sulla scrivania del Presidente per la firma. Alla fine di luglio 2026, nessuna di queste fasi ha ancora una data programmata.
Il quadro normativo mantiene la suddivisione delle competenze tra CFTC e SEC, designando le commodity digitali sotto la giurisdizione della CFTC e determinati asset accessori sotto la SEC. Allo stesso tempo, inasprisce le condizioni per il test di maturità che determina quali asset siano soggetti alla supervisione della SEC.
Anche le norme sulla custodia restano contestate: il testo della Commissione Bancaria limita i soggetti idonei a operare come custodi, richiedendo la registrazione presso la SEC o la CFTC nella maggior parte dei casi. I negoziatori non hanno ancora definito una finestra di transizione di 18-24 mesi per i requisiti di custodia e rendicontazione.
L’analisi di Galaxy Research sul rinvio del CLARITY Act
I team di ricerca sulle policy di Galaxy Research, Beacon Policy Advisors e Stifel hanno concordato sul fatto che la finestra pre-agosto fosse l’ultima chance concreta per l’approvazione nel 2026. Una volta iniziata la pausa estiva, le dinamiche della campagna elettorale per le elezioni di metà mandato renderanno l’attuale veicolo legislativo impraticabile per il resto della legislatura.
Secondo gli analisti, la decisione della Casa Bianca di ritirare la clausola sull’enforcement dei procuratori generali riflette la volontà di preservare l’autorità dell’esecutivo sulla supervisione del Dipartimento di Giustizia, ritenendola più preziosa del supporto dei co-sponsor democratici. Se questa analisi è corretta, un voto in aula prima della pausa non è solo logisticamente difficile, ma improbabile.
Per gli operatori di mercato, questo rinvio prolunga l’incertezza sulla giurisdizione di exchange, custodi e piattaforme di finanza decentralizzata (DeFi), che speravano in una chiarezza normativa entro fine anno. In passato, i progressi sul Clarity Act sono stati direttamente correlati ai movimenti di prezzo del Bitcoin.
Ciò evidenzia quanto il destino della legge sia legato alle aspettative sulla struttura del mercato a breve termine. Se la finestra si chiuderà senza un voto di cloture, l’attenzione si sposterà sulle azioni amministrative di SEC e CFTC e sullo sviluppo di un nuovo veicolo legislativo nel 120° Congresso.
