JP Morgan deposita alla SEC il fondo JLTXX su Ethereum. Una svolta per gli asset del mondo reale (RWA) e la liquidità istituzionale on-chain.
JP Morgan Chase ha presentato istanza presso la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti il 12 maggio per il lancio di un secondo fondo monetario tokenizzato su Ethereum. La proposta prevede token digitali collegati a un portafoglio di titoli del Tesoro USA e accordi di riacquisto overnight (repo), che gli investitori potranno detenere in wallet digitali o utilizzare come collaterale on-chain.
Il documento depositato sottolinea che gli asset del mondo reale tokenizzati (RWA), monitorati da rwa.xyz, hanno raggiunto un valore di mercato totale stimato di circa 32 miliardi di dollari. Inoltre, competitor come BlackRock stanno procedendo con offerte istituzionali analoghe nel quadro del recente GENIUS Act.
Non si tratta di un semplice lancio di prodotto. Con questa mossa, JP Morgan segnala che la fase pilota della tokenizzazione istituzionale è conclusa: l’infrastruttura pubblica di Ethereum, e non la rete permissioned privata della banca, è il luogo in cui si svilupperà la prossima fase della finanza on-chain su larga scala.
La scelta della mainnet di Ethereum rispetto all’infrastruttura privata Kinexys Digital Assets di JP Morgan per i prodotti rivolti ai clienti suggerisce un riconoscimento deliberato: la liquidità istituzionale non si accumula su reti bancarie isolate, ma richiede ecosistemi aperti.
Deposito JP Morgan JLTXX: come funziona il secondo fondo Treasury tokenizzato
Il meccanismo operativo è il seguente: il nuovo fondo, strutturato sotto JP Morgan Trust IV come Token Class Shares e denominato JLTXX, ha fissato la data di decorrenza al 13 maggio 2026. Gli asset sottostanti sono limitati a titoli del Tesoro USA con scadenza pari o inferiore a 93 giorni, mantenendo almeno il 99,5% in contanti o titoli di Stato, in conformità con la norma SEC Rule 2a-7.
Le transazioni si regolano in pochi minuti, superando i cicli T+1 o T+2 dei fondi monetari convenzionali. La custodia legale degli asset rimane presso un custode tradizionale: i saldi sulla blockchain riflettono le partecipazioni con un rapporto uno-a-uno, mentre le registrazioni contabili tradizionali prevalgono in caso di controversie.
A differenza di MONY, il primo fondo tokenizzato della banca che richiede un investimento minimo di 1 dollaro per investitori qualificati (incluse istituzioni con oltre 25 milioni di dollari in asset), JLTXX è strutturato specificamente per fungere da asset di riserva per gli emittenti di stablecoin che operano sotto il quadro normativo del GENIUS Act.
Gli indirizzi Ethereum permissioned gestiscono la conformità a livello di protocollo, consentendo al fondo di operare su una blockchain pubblica pur mantenendo i controlli di accesso necessari per i prodotti istituzionali regolamentati. Le sottoscrizioni e i rimborsi accettano stablecoin insieme ai contanti, ampliando le opzioni per gli operatori di tesoreria che già detengono asset digitali.
Il prodotto transita attraverso Kinexys Digital Assets, la piattaforma di asset blockchain di JP Morgan, che ha precedentemente eseguito una transazione di carta commerciale tokenizzata da 50 milioni di dollari su Solana e ha emesso token di deposito JPMD su Base. Questo percorso di test su chain pubbliche converge ora in un prodotto live registrato presso la SEC su Ethereum. Come riportato in precedenza, JP Morgan ha anche completato un rimborso live di Treasury tokenizzati transfrontalieri su XRP Ledger, a dimostrazione di un approccio multi-chain rafforzato dal deposito di JLTXX.
Crypto istituzionale e corsa agli RWA: cosa rivela la svolta pubblica di JP Morgan
Il GENIUS Act, firmato nel luglio 2025, ha stabilito regolamenti chiave vietando agli emittenti di stablecoin di pagare interessi, distinguendo così le stablecoin dai prodotti a rendimento. Questo ha aperto la strada ai fondi monetari tokenizzati sotto le regole SEC. Il secondo deposito di JP Morgan punta proprio alla tesoreria aziendale e alla gestione della liquidità, funzioni ora precluse alle stablecoin.
La concorrenza si è intensificata: il fondo BUIDL di BlackRock ha superato i 500 milioni di dollari su Ethereum dal lancio nel marzo 2024, dimostrando la scalabilità dei prodotti RWA istituzionali. Entro il primo trimestre del 2026, gli RWA tokenizzati hanno raggiunto gli 8,6 miliardi di dollari, con Ethereum che detiene circa il 70% di tale valore. Anche Franklin Templeton ha ampliato la sua presenza, con ulteriori depositi previsti su Solana, alimentando una corsa da 12 miliardi di dollari per i depositi istituzionali.
La blockchain Onyx di JP Morgan, lanciata nel 2020 e capace di gestire oltre 1 miliardo di dollari in transazioni giornaliere entro il 2025, fornisce l’infrastruttura necessaria per questa espansione. Il fondo MONY, lanciato a dicembre 2025 con 100 milioni di dollari di capitale, funge da proof-of-concept; JLTXX è il passo successivo per catturare il mercato delle riserve, su cui le stablecoin non possono più offrire rendimenti.
Lo slancio per l’adozione istituzionale è in crescita, come dimostrato dall’ingresso di Charles Schwab nel brokeraggio crypto. Il deposito del secondo fondo tokenizzato di JP Morgan su una blockchain pubblica convalida definitivamente Ethereum come infrastruttura di regolamento per bilanci di grandi dimensioni.
