Trump blocca il divieto sulle CBDC e mette a rischio il Clarity Act

Donald Trump annulla la firma della legge sulla casa che includeva il ban delle CBDC fino al 2030, complicando l’iter del Clarity Act per le crypto.

Aggiornato 5 Min. read
Trump blocca il divieto sulle CBDC e mette a rischio il Clarity Act
Trump rinvia il divieto sulle CBDC e aumenta l'incertezza sul Clarity Act, la legge chiave per la regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti.

Il Clarity Act è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico. Il Presidente Donald Trump ha annullato la cerimonia di firma, prevista per il 24 giugno, dedicata alla legge bipartisan sull’accessibilità abitativa approvata dal Congresso. Il disegno di legge contiene una misura cruciale: il divieto per la Federal Reserve di emettere una CBDC (valuta digitale della banca centrale) per quattro anni, estendendo la proibizione fino al 31 dicembre 2030. Annunciando la decisione tramite Truth Social, Trump ha dichiarato che l’evento è:

“cancellato fino a quando non approveremo il SAVE America Act, di cui abbiamo disperato bisogno e che considero un’emergenza nazionale.”

La legge sull’edilizia abitativa era stata approvata dal Senato con una maggioranza schiacciante di 85 voti contro 5, un margine sufficiente per superare un eventuale veto presidenziale, anche se ciò richiederebbe agli alleati repubblicani di rompere pubblicamente con il presidente.

Non si tratta di un semplice scontro su una legge per la casa. È un evento di pressione strutturale per la principale priorità legislativa dell’industria crypto, con il calendario del Senato che prevede circa cinque settimane prima della pausa estiva e il Digital Asset Market Clarity Act ancora in attesa di un voto in aula.

Notizie sul Clarity Act: il costo reale del blocco del SAVE America Act

Il Clarity Act, la legge sulla struttura del mercato che definisce le giurisdizioni tra SEC e CFTC sugli asset digitali e classifica Bitcoin ed Ethereum come materie prime digitali, è stato approvato dalla Camera con 294 voti favorevoli e 134 contrari durante lo sprint legislativo di luglio 2025, ribattezzato dai sostenitori del settore “Crypto Week”.

Da allora, il testo si è arenato al Senato a causa di una clausola etica che prende di mira i funzionari con esposizione diretta alle criptovalute legata alle imprese della famiglia Trump, oltre a revisioni sulle norme fiscali e di rendicontazione dei broker che, secondo i gruppi di settore, indebolirebbero il quadro originale pro-mercato del disegno di legge.

Questi negoziati interni hanno consumato mesi di tempo senza giungere a una risoluzione, e la scadenza della pausa estiva del Senato ad agosto è diventata un punto di pressione ricorrente nelle discussioni sul voto in aula del Clarity Act.

Il SAVE America Act aggiunge un ulteriore ostacolo. La proposta di legge, che richiederebbe la prova della cittadinanza e l’identificazione degli elettori a livello federale, non è ancora passata al Senato. Lo Speaker della Camera Mike Johnson ha riferito ai giornalisti che la legislazione “è bloccata al Senato” e ha indicato che la leadership repubblicana sta valutando di inserirla in un pacchetto economico più ampio.

All’inizio dell’anno, Trump aveva segnalato che avrebbe bloccato leggi non correlate fino a quando il SAVE America Act non fosse arrivato sulla sua scrivania; una minaccia che, se applicata con coerenza, funge da barriera de facto su tutte le altre priorità, inclusa la legislazione sulle criptovalute.

L’analista politico di TD Cowen, Jaret Seiberg, ha affrontato direttamente la fattibilità del SAVE America Act in una nota di ricerca del 24 giugno, affermando: “Non esiste un percorso affinché il SAVE Act diventi legge. I repubblicani al Senato dovrebbero eliminare l’ostruzionismo (filibuster), un passo che hanno già rifiutato. Anche senza ostruzionismo, non è chiaro se il disegno di legge goda del sostegno di 50 senatori, date le preoccupazioni sulla necessità di provare la cittadinanza”. Un voto di chiusura (cloture) che richiede 60 senatori per superare una sfida procedurale è una soglia che la leadership repubblicana ha già deciso di non perseguire.

Ban delle CBDC: un binario legislativo separato e la posizione di Trump

Trump ha firmato un ordine esecutivo nel 2025 che proibisce al governo degli Stati Uniti di muoversi verso una CBDC, sostenendo che ciò “minaccerebbe la stabilità del sistema finanziario, la privacy individuale e la sovranità degli Stati Uniti”.

Il divieto previsto dalla legge sulla casa rappresentava uno strumento più duraturo per lo stesso obiettivo politico, e l’opposizione dell’industria crypto a una CBDC retail si è costantemente concentrata sul rischio di sorveglianza finanziaria.

I repubblicani della Camera avevano anche inserito il linguaggio del divieto CBDC all’interno dello stesso Clarity Act come garanzia procedurale, segnalando di considerare i limiti statutari alle CBDC come un obiettivo non negoziabile, indipendentemente dal veicolo legislativo utilizzato.

Prima di annullare la firma, Trump ha postato che la legge sulla casa è di “minore importanza rispetto a tassi di interesse più bassi” e ha criticato il ruolo della senatrice democratica Elizabeth Warren nella legislazione, inquadrando la paternità bipartisan del progetto come un difetto piuttosto che come un segno di solidità.

La finestra costituzionale di 10 giorni per la firma o il veto presidenziale inizia una volta che il disegno di legge arriva formalmente sulla scrivania del presidente, il che significa che il countdown per un potenziale scenario di annullamento del veto non è ancora iniziato.

Struttura del mercato degli asset digitali: lo scenario futuro

Sospettiamo che l’esito più probabile a breve termine sia un tentativo del Senato di separare il Clarity Act dalla richiesta di sequenziamento del SAVE America Act, collegando il linguaggio sulla struttura del mercato degli asset digitali a un veicolo di spesa o a una legge di bilancio necessaria prima della pausa estiva; un percorso che i commenti di Johnson suggeriscono essere già oggetto di discussione interna.

La variabile operativa resta la risoluzione delle revisioni etiche e fiscali che hanno bloccato i negoziati al Senato: i colloqui sull’etica legati ai possedimenti crypto di Trump rimangono la linea di faglia più contestata in queste trattative.

La questione analitica non è più se il Clarity Act goda di supporto politico, ma se cinque settimane di tempo in aula al Senato siano sufficienti per chiudere una disputa etica e fiscale che persiste da mesi, mentre la leadership naviga simultaneamente tra la minaccia di veto presidenziale su una legge abitativa non correlata, approvata con margini che potrebbero (o meno) portare a un override.

Notizie