XRP recupera quota $1,14 grazie al piano di SBI Holdings per un ETF Bitcoin-XRP in Giappone. Analisi tecnica e prospettive verso i $2.
Le ultime previsioni sul prezzo di XRP indicano un recupero significativo: Ripple (XRP) ha riconquistato terreno, scambiando vicino a $1,14 dopo un deciso rimbalzo dal minimo intraday di $1,10. Il motore di questa ripresa sembra essere di natura istituzionale piuttosto che retail. SBI Holdings ha delineato i piani per il primo ETF duale Bitcoin–XRP del Giappone, destinato alla Borsa di Tokyo; le richieste presentate nel 2025 starebbero entrando in quella che gli analisti definiscono una fase normativa “avanzata” presso la Financial Services Agency (FSA). Al momento, non è stata confermata alcuna data per l’approvazione.
Secondo quanto riportato da Finance Magnates e Yahoo Finance, l’offerta di prodotti di SBI include sia un ETF misto Bitcoin–XRP che un veicolo separato basato su oro e cripto, entrambi in attesa di revisione da parte della FSA. Il sentiment della community su Binance Square descrive il deposito come “uno dei catalizzatori istituzionali più chiari che XRP abbia mai avuto”, mentre gli analisti di TradingView sottolineano come il rinnovo dei volumi confermi che i trader stiano già scontando l’approvazione, superando la semplice speculazione. La recente integrazione di XRP per i pagamenti da parte di Rakuten, che ha innescato un precedente breakout sopra $1,40 a maggio, suggerisce che l’adozione aziendale giapponese sia già un passo avanti rispetto all’attesa degli ETF.
La questione cruciale ora è se l’approvazione dell’ETF sia stata parzialmente già prezzata dal mercato o se il via libera ufficiale della FSA possa innescare una seconda e più ampia fase rialzista.
Il prezzo di XRP può raggiungere i $2 prima della decisione della FSA?
(Fonte – XRP USDT, TradingView)
Attualmente XRP sta testando la resistenza immediata a $1,17, con gli analisti tecnici che indicano quota $1,20 come il trigger decisivo per un breakout sul grafico a 4 ore. Il livello di $1,05 ha retto come supporto a breve termine dopo un rimbalzo convinto, stabilendo un range che rimane moderatamente rialzista finché tale base rimarrà intatta. L’aumento del volume in concomitanza con le notizie sull’ETF riflette un pattern coerente con il posizionamento istituzionale, piuttosto che con una rotazione speculativa dei piccoli investitori.
Il setup tecnico mostra un retest rialzista: un rifiuto iniziale a $1,18 seguito da un rapido ritorno per testare lo stesso livello, una formazione che solitamente indica accumulazione e un’elevata probabilità di rottura. I commenti su Binance Square citati da Finance Magnates suggeriscono che una spinta verso $1,18 sia plausibile entro le prossime 24 ore, a condizione che i volumi si mantengano costanti.
LiquidChain punta al vantaggio competitivo mentre XRP testa i livelli chiave
LiquidChain (LIQUID) è un progetto emergente di infrastruttura Layer 3 che si propone come livello di liquidità cross-chain per il prossimo ciclo di mercato. La sua proposta principale consiste nel fondere la liquidità di Bitcoin, Ethereum e Solana in un unico ambiente di esecuzione, consentendo agli sviluppatori di distribuire le applicazioni una sola volta per accedere simultaneamente a tutti e tre gli ecosistemi.
L’architettura si basa su un Unified Liquidity Layer, esecuzione in un unico passaggio (Single-Step Execution), regolamento verificabile e un design “Deploy-Once” che punta a risolvere il problema della frammentazione multi-chain, una criticità che attualmente costa al settore miliardi in liquidità bloccata.
La prevendita ha raccolto $836.066,62 al prezzo attuale di $0,01469. Come per tutte le prevendite in fase iniziale, il progetto comporta rischi di esecuzione significativi: l’ambito delle infrastrutture L3 è altamente competitivo e le tempistiche di rilascio non sono confermate. Si consiglia ai potenziali partecipanti di consultare la documentazione in modo indipendente.
